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Processionaria del Pino: Rischi e Come Intervenire

Difesa fitosanitaria

Processionaria del Pino: Rischi e Come Intervenire

In inverno compaiono sui rami dei pini dei “batuffoli” bianchi di seta. A fine inverno, dal tronco scendono file ordinate di bruchi pelosi, uno dietro l’altro.

5 min di letturaConsigli per la provincia di Caserta
In breve

  • Colpisce pini e cedri.
  • Pericolosa per persone e animali per i peli urticanti. Non toccare nidi e bruchi.
  • Si combatte tutto l’anno con metodi diversi: trappole, trattamenti biologici, rimozione dei nidi.
  • Cane a contatto con i bruchi? Veterinario subito.

È la processionaria del pino. Oltre a indebolire gli alberi, è un problema di salute: i suoi peli urticanti possono causare reazioni a persone e, soprattutto, danni gravi ai cani.

La buona notizia è che si può controllare bene, se si interviene nei momenti giusti dell’anno.

Il ciclo della processionaria

Periodo (indicativo) Cosa succede
Estate Le farfalle adulte volano di notte e depongono le uova sugli aghi dei pini
Fine estate – autunno Nascono le larve, che si nutrono degli aghi
Autunno – inverno Le larve costruiscono i nidi bianchi di seta sulle punte dei rami, esposti al sole
Fine inverno – primavera Le larve scendono in “processione” dal tronco e si interrano per trasformarsi

Nel clima mite della provincia di Caserta le processioni possono cominciare già a fine inverno, nelle giornate soleggiate.

Perché è pericolosa

  • Per le persone: i peli urticanti, che si staccano facilmente e volano con il vento, possono causare arrossamenti e prurito della pelle, irritazione agli occhi e, più raramente, disturbi respiratori o reazioni allergiche.
  • Per i cani e i gatti: annusando o leccando i bruchi possono subire lesioni gravi alla bocca e alla lingua. È un’emergenza veterinaria.
  • Per gli alberi: le larve mangiano gli aghi. Attacchi ripetuti indeboliscono pini e cedri e li rendono più sensibili ad altri problemi.

In caso di contatto: non strofinare. Sciacqua la pelle con abbondante acqua e cambia i vestiti. Per gli occhi, sciacqua e rivolgiti al medico. Se un cane ha toccato i bruchi con la bocca, sciacqua con acqua senza strofinare e portalo subito dal veterinario.

Come si combatte

In estate: trappole a feromoni

Catturano i maschi adulti e riducono gli accoppiamenti. Servono anche per capire quanto è diffusa la processionaria nella zona.

Fine estate – autunno: trattamenti biologici

Sulle larve giovani si usano prodotti a base di Bacillus thuringiensis, un batterio che colpisce solo i bruchi e non è tossico per persone, animali domestici e api. Funziona sulle larve piccole, quindi il momento è decisivo. Su alberi alti servono attrezzature adeguate. In alcuni casi si ricorre anche all’endoterapia, cioè all’iniezione di prodotti nel tronco, eseguita da operatori abilitati.

Inverno: rimozione dei nidi

I nidi si tagliano con i rametti e si distruggono. È un lavoro da fare con protezioni complete (tuta, guanti, occhiali, mascherina) e attrezzature per lavorare in quota. Non farlo da solo.

Fine inverno: trappole a collare

Si montano intorno al tronco e intercettano le larve che scendono per interrarsi, raccogliendole in un sacchetto.

Alleati naturali

Cince e altri uccelli insettivori mangiano le larve. Mettere nidi artificiali sugli alberi aiuta a ridurre la processionaria nel tempo.

Regole e responsabilità

La processionaria è oggetto di norme specifiche per la tutela della salute e del verde. In molti comuni sono in vigore ordinanze che obbligano i proprietari di pini e cedri a controllare gli alberi e rimuovere i nidi. Verifica le regole del tuo comune: e comunque, con bambini e animali, conviene intervenire in ogni caso.

La realtà del campo: gli errori più comuni

  • staccare i nidi a mani nude o con un bastone, facendo cadere i peli ovunque;
  • bruciare i nidi sull’albero, con rischio di incendi e di danni alla pianta;
  • trattare con il Bacillus in pieno inverno, quando le larve sono già grandi e protette nel nido;
  • spazzare via le file di bruchi sul vialetto senza protezioni;
  • lasciare il cane libero sotto i pini a fine inverno;
  • intervenire un anno e poi dimenticarsene: la processionaria torna.

Come lavoriamo

  1. Ispezione di pini e cedri e valutazione dell’infestazione.
  2. Piano annuale che combina trappole, trattamenti biologici nel periodo giusto e rimozione dei nidi.
  3. Rimozione dei nidi in sicurezza, con protezioni e attrezzature per il lavoro in quota, e smaltimento corretto.
  4. Trattamenti con prodotti autorizzati. Vedi trattamenti fitosanitari e disinfestazione.
  5. Controllo della salute degli alberi. Leggi anche la guida sugli alberi pericolanti.

Domande frequenti dalla provincia di Caserta

Quando si tolgono i nidi di processionaria?

In inverno, quando i nidi sono ben visibili sulle punte dei rami e le larve sono dentro. La rimozione va fatta con protezioni complete e, sugli alberi alti, da professionisti.

La processionaria è pericolosa per i cani?

Sì, molto. Se un cane annusa o lecca i bruchi può subire lesioni gravi alla bocca e alla lingua. Sciacqua con acqua senza strofinare e portalo subito dal veterinario.

Qual è il trattamento biologico contro la processionaria?

Il più usato è a base di Bacillus thuringiensis, efficace sulle larve giovani a fine estate e in autunno. Colpisce solo i bruchi e non è tossico per persone, animali domestici e api.

Sono obbligato a eliminare la processionaria dai miei pini?

In molti comuni sì: ordinanze specifiche obbligano i proprietari a controllare pini e cedri e a rimuovere i nidi. Verifica le regole del tuo comune.

Manda una foto: ti diciamo come intervenire

Dalla nostra sede di Santa Maria Capua Vetere interveniamo contro la processionaria in tutta la provincia: Caserta, Aversa e l’agro aversano, Marcianise, Maddaloni, Capua, Sessa Aurunca, il litorale domizio e il Matese.

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