Più piante muoiono per troppa acqua che per poca. Annaffiare bene non vuol dire annaffiare spesso: vuol dire dare l’acqua giusta, al momento giusto, nel punto giusto. Ecco come fare con prato, siepi, vasi e orto nel clima della provincia di Caserta.

| Ora migliore | Mattina presto; in alternativa tardo pomeriggio |
|---|---|
| Prato in estate | 2–3 turni profondi a settimana, non poca acqua ogni giorno |
| Siepi e arbusti nuovi | 1–2 volte a settimana per i primi 2 anni |
| Vasi in estate | Anche ogni giorno, sempre dopo aver controllato il terriccio |
| Inverno | Quasi sempre bastano le piogge |
| Segnale più affidabile | Il terreno a 3–5 cm di profondità |
La regola d’oro: poca frequenza, tanta profondità
Un’annaffiatura profonda ogni due o tre giorni spinge le radici a scendere, dove il terreno resta fresco. Tante piccole annaffiature quotidiane bagnano solo la superficie: le radici restano corte e la pianta va in crisi alla prima giornata di scirocco.
Come capire se serve acqua
Infila un dito o un bastoncino nel terreno: se a 3–5 cm è ancora umido, aspetta. Le foglie appassite nelle ore più calde non sono sempre sete: molte piante si “chiudono” a mezzogiorno e si riprendono la sera. Se sono appassite anche al mattino, invece, è un segnale da prendere sul serio.
Troppa acqua: i segnali
Foglie gialle che partono dal basso, terreno sempre bagnato e con odore di stantio, muschio in superficie, colletto molle o scuro. In questi casi la soluzione non è altra acqua ma meno acqua e un terreno che drena meglio: vedi la guida sul marciume radicale.
Prato
D’estate un prato di festuca ha bisogno, indicativamente, di 25–35 mm d’acqua a settimana, divisi in 2–3 turni; i prati di gramigna e zoysia resistono con meno. Si irriga all’alba, così l’erba si asciuga presto e si riducono i funghi. In autunno e inverno si riducono i turni o si spegne l’impianto.
Siepi, arbusti e alberi
Le piante appena messe a dimora vanno seguite per i primi due anni, con l’ala gocciolante e una pacciamatura alla base. Dopo, molte specie mediterranee (ulivo, mirto, alloro, rosmarino) si accontentano delle piogge e di qualche intervento di soccorso nelle estati più secche.
Vasi e fioriere
In vaso l’acqua finisce in fretta: d’estate si controlla ogni giorno. Il sottovaso pieno d’acqua però fa marcire le radici: va svuotato mezz’ora dopo l’annaffiatura. Un impianto a goccia con programmatore risolve anche il problema delle vacanze.
Orto
Gli ortaggi da frutto (pomodori, zucchine, melanzane) vogliono acqua costante: sbalzi tra secco e bagnato causano spaccature e marciume apicale. Meglio la goccia alla base delle piante che l’acqua sulle foglie, che favorisce peronospora e oidio.
Pianura, costa e zone interne
Sul litorale, con terreni sabbiosi e vento, l’acqua scende in fretta: turni più frequenti ma brevi. In pianura, sui terreni argillosi, meno turni e più lunghi, attenti ai ristagni. Nelle zone interne e collinari le estati sono un po’ più fresche e le notti più umide: spesso si può irrigare meno.
In breve
- Annaffia all’alba
- Poche volte, ma in profondità
- Controlla il terreno prima di annaffiare
- Svuota i sottovasi
- Goccia e pacciamatura per risparmiare acqua
Lo facciamo noi
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È meglio annaffiare la sera o la mattina?
La mattina presto: le piante hanno l’acqua per la giornata e le foglie si asciugano in fretta. La sera va bene, ma le foglie bagnate per tutta la notte favoriscono i funghi.
Si possono bagnare le foglie?
Meglio evitarlo, soprattutto per rose, pomodori e zucchine: l’acqua va data al terreno.
Quanto deve durare un turno di irrigazione?
Dipende da impianto, terreno e pianta: si regola controllando quanto in profondità arriva l’umidità.
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