
Talee: come moltiplicare le piante di casa e del giardino.
Il geranio della nonna, la rosa che profuma come nessun’altra, l’oleandro che ha fiori di un colore introvabile. Con una talea puoi averne di nuovi, identici alla pianta di partenza, quasi gratis.
Non tutte le piante radicano con la stessa facilità, e ogni tipo di talea ha il suo momento. Ma con qualche regola semplice le percentuali di successo salgono molto.
Quello che serve sapere subito.
Talee semilegnose
Da fine primavera a fine estate, per molti arbusti e piante da balcone.
Talee legnose
In autunno e inverno, per rose, fico, melograno e siepi.
Substrato leggero
Sempre appena umido, luce senza sole diretto.
Pazienza
Da due settimane a qualche mese, secondo la pianta.
Quando fare ogni talea.
Il mese in corso è evidenziato. Nel clima casertano, per le semilegnose, maggio-giugno e settembre sono spesso i mesi migliori, perché si evita il caldo più forte.
Quattro tipi, quattro momenti.
| Tipo | Cos’è | Quando | Esempi |
|---|---|---|---|
| Erbacea | Punta di germoglio tenero e verde | Primavera ed estate | Geranio, pothos, coleus, gerani edera, molte piante da interno |
| Semilegnosa | Rametto dell’anno, legnoso alla base e verde in punta | Da fine primavera a fine estate | Lavanda, rosmarino, oleandro, pittosporo, photinia, bouganville, gelsomino |
| Legnosa | Ramo maturo dell’anno, senza foglie o quasi | Autunno e inverno | Rosa, fico, melograno, ligustro, salice |
| Di foglia | Una foglia intera o un pezzo di foglia | Primavera ed estate | Piante grasse, sansevieria, begonie |
Come si fa una talea semilegnosa.
- Scegli un rametto sano dell’anno, senza fiori, lungo 10-15 cm.
- Taglia la mattina presto, quando la pianta è ben idratata. Tieni le talee all’ombra e umide mentre le prepari.
- Taglio netto appena sotto un nodo, cioè il punto da cui nascono le foglie, con lama affilata e pulita.
- Togli le foglie della metà inferiore. Se quelle in alto sono grandi, tagliale a metà per ridurre la traspirazione.
- Ormone radicante: immergi la base nella polvere o nel gel. Non è obbligatorio, ma aiuta le specie difficili.
- Interra per un terzo in un substrato leggero: metà terriccio o torba e metà sabbia, perlite o pomice.
- Umidità: copri il vaso con una bottiglia di plastica tagliata o un sacchetto trasparente, aprendo ogni giorno per far circolare l’aria.
- Luce senza sole diretto e terriccio appena umido, mai fradicio.
Il metodo classico per rose, fico e siepi.
- Tra novembre e febbraio, preleva rami maturi dell’anno, della grossezza di una matita, lunghi 20-25 cm.
- Taglio dritto in basso sotto una gemma, taglio inclinato in alto sopra una gemma (così ricordi il verso giusto).
- Interra per due terzi in un angolo riparato del giardino o in un vaso profondo, con terreno sabbioso.
- Lascia lì fino all’autunno successivo, annaffiando in estate. Poi trapianta.
È il metodo classico per rose, fico, melograno e molte siepi. Per la rosa trovi una pagina dedicata: come fare la talea di rosa. Per la vite c’è la guida alle barbatelle di vite.
Funzionano? Dipende dalla pianta.
Per alcune piante sì: pothos, oleandro, salice, tradescantia, monstera, basilico radicano facilmente in un bicchiere d’acqua. Cambia l’acqua ogni pochi giorni e trasferisci in terriccio quando le radici sono lunghe qualche centimetro.
Per molte altre piante le radici “d’acqua” sono fragili e si adattano male alla terra. Il substrato resta il metodo più affidabile.
Meglio un’altra strada.
- Alberi da frutto: molte varietà radicano male e, anche quando ci riescono, crescono senza il portainnesto che ne controlla vigore, dimensioni e resistenza. Per loro si usa l’innesto.
- Vite: in Italia si coltiva innestata su portainnesti resistenti alla fillossera, un insetto delle radici. Una vite europea su radici proprie è a rischio.
- Agrumi: si moltiplicano per innesto, sia per il vigore sia per la resistenza alle malattie delle radici.
- Varietà brevettate: molte rose e piante moderne sono protette. Moltiplicarle per uso personale è comune, ma non si possono moltiplicare per venderle.
Perché le talee falliscono.
- Terriccio troppo bagnato: la base marcisce prima di fare radici.
- Sole diretto sulle talee appena fatte, che si disidratano in un giorno.
- Talee con fiori e boccioli, che consumano l’energia destinata alle radici.
- Periodo sbagliato: talee semilegnose ad agosto nel pieno del caldo senza ombra, o rami troppo teneri che appassiscono.
- Troppa fretta: tirare la talea ogni giorno per vedere se ha radicato rompe le radici appena nate.
- Piante madri malate, che trasmettono il problema alle figlie.
Le risposte più cercate.
Qual è il periodo migliore per fare le talee?
Dipende dal tipo: le talee erbacee e semilegnose da fine primavera a fine estate, quelle legnose in autunno e inverno. Nel clima casertano, per le semilegnose, maggio-giugno e settembre sono spesso i mesi migliori, perché si evita il caldo più forte.
Serve l’ormone radicante?
Non è indispensabile per le piante che radicano facilmente, come geranio, pothos e oleandro. Aumenta molto le probabilità di successo per le specie più difficili e per le talee legnose.
Quanto tempo ci mette una talea a fare radici?
Da due o tre settimane per le piante più facili, come geranio e pothos, a diversi mesi per le talee legnose. I primi germogli nuovi sono il segnale che le radici si sono formate.
Posso fare la talea di un albero da frutto?
Per fico e melograno sì, radicano facilmente. Per la maggior parte degli altri alberi da frutto, come melo, pero, pesco e agrumi, si usa l’innesto, che garantisce vigore controllato e resistenza.
Ti diciamo come moltiplicarla.
Dalla nostra sede di Santa Maria Capua Vetere seguiamo giardini e piante in tutta la provincia: Caserta, Aversa e l’agro aversano, Marcianise, Maddaloni, Capua, Sessa Aurunca, il litorale domizio e il Matese.
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