
Ulivo Pendolino: dalla piantagione alla raccolta
Il Pendolino è “l'impollinatore” per eccellenza: fiorisce a lungo e produce tantissimo polline, aiutando a fruttificare le varietà vicine come Leccino, Frantoio e Moraiolo.
Com’è fatto il Pendolino
Quando e come si pianta
Il periodo migliore in Campania è l’autunno (ottobre–novembre), quando il terreno è ancora tiepido e le piogge aiutano l’attecchimento, oppure la fine dell’inverno (febbraio–marzo), passato il rischio delle gelate forti. Meglio evitare i mesi più freddi e l’estate piena.
- Scegli la pianta. Una piantina in vaso di 2–3 anni, con fusto dritto e foglie sane, attecchisce meglio di una pianta già grande.
- Prepara la buca. Scava una buca di circa 60–80 cm di lato e di profondità e smuovi bene la terra sul fondo, così le radici trovano strada e l’acqua non ristagna.
- Concima il fondo. Mescola alla terra del fondo letame maturo o compost (una o due palate), coprendolo con un po’ di terra perché non tocchi le radici.
- Metti il tutore. Pianta un palo robusto prima della pianta, dal lato da cui arriva il vento: dopo, rischieresti di rovinare le radici.
- Pianta alla giusta altezza. Il colletto (il punto dove il fusto incontra le radici) deve restare a livello del terreno, non più in basso.
- Riempi e annaffia. Richiudi con la terra, compattala leggermente con i piedi e bagna subito con 20–30 litri d’acqua, anche se piove.
- Pensa all’impollinazione. Il Pendolino da solo produce poco: pianta nelle vicinanze qualche ulivo di Leccino, Frantoio, Moraiolo. In un oliveto basta circa una pianta impollinatrice ogni 8–10.
Quanto spazio lasciare tra un ulivo e l’altro
Ha uno sviluppo medio: le distanze classiche dell'oliveto tradizionale vanno benissimo. In giardino, come pianta singola, calcola che da adulto può avere una chioma larga 4–6 metri.
Perché da sola non fa olive
La Pendolino è una varietà autosterile (autoincompatibile): il polline dei suoi fiori non riesce a fecondarli. Da sola, o insieme ad altre piante di Pendolino, fiorisce ma fa pochissime olive. Ha bisogno di un’altra varietà compatibile vicina, che fiorisca nello stesso periodo.
L’ulivo è impollinato soprattutto dal vento, a maggio: il polline è efficace a breve distanza, quindi l’impollinatore deve essere vicino. Piante della stessa varietà non si aiutano tra loro, perché geneticamente sono la stessa pianta.
Quali varietà usare
Gli impollinatori indicati per la Pendolino sono: Leccino, Frantoio, Moraiolo e Maurino. In ogni caso scegli varietà che fioriscano insieme a lei e chiedi conferma al vivaio.
È tra i migliori impollinatori in assoluto: per questo lo si trova in quasi tutti gli oliveti, accanto alle varietà che non si fecondano da sole.
Come fare
- In oliveto: almeno una pianta impollinatrice ogni 8–10, distribuite in modo regolare tra le file e con qualcuna in più sul lato da cui soffia il vento in primavera.
- In giardino: un secondo ulivo di varietà diversa a circa 5 metri; aiutano anche gli ulivi dei vicini, se fioriscono insieme. Se non c’è spazio, si può innestare sulla chioma un ramo di varietà impollinatrice (vedi la guida sugli innesti).
- In fioritura: niente trattamenti sulla pianta; acqua e concime in primavera rendono i fiori più fertili.
Il terreno adatto
L’ulivo si adatta a tanti tipi di terreno, ma ha un nemico: l’acqua che ristagna. Le radici ferme nel bagnato marciscono. Il terreno ideale per il Pendolino è sciolto o di medio impasto, profondo, ben drenato, da neutro a leggermente calcareo (pH tra 6,5 e 8).
- Terreni argillosi e pesanti: prima di piantare aggiungi sabbia e sostanza organica e, se serve, crea un leggero rialzo (baulatura) dove mettere la pianta.
- Terreni sassosi o poveri: vanno bene, purché la buca sia profonda e arricchita con letame o compost.
- Esposizione: pieno sole, possibilmente a sud o a sud-ovest. Evita i fondovalle dove d’inverno ristagna l’aria gelida.
Ogni quanto innaffiare
| Età della pianta | Quando | Quanta acqua |
|---|---|---|
| Primo anno | ogni 7–10 giorni da maggio a settembre, se non piove | 20–30 litri per pianta |
| 2° e 3° anno | ogni 15 giorni nei mesi più caldi | 30–50 litri per pianta |
| Pianta adulta | solo nelle estati molto secche, soprattutto da luglio all’ingrossamento delle olive | 50–100 litri ogni 15–20 giorni |
Da adulto l'ulivo vive bene con le piogge, ma qualche irrigazione nelle estati più secche aiuta molto la produzione. Bagna sempre la sera o la mattina presto, lentamente e ai piedi della pianta, mai sulla chioma. Meglio poche annaffiature abbondanti che tante leggere: le radici così vanno in profondità.
Le cure di tutto l’anno
- Potatura: si fa a fine inverno, tra febbraio e aprile, passato il pericolo di gelate. La forma più usata da noi è il vaso, con 3–4 branche principali e il centro aperto alla luce. Ha uno sviluppo equilibrato: una potatura annuale leggera, o più decisa ogni due anni, la mantiene in forma. I rami ricadenti sono quelli che portano frutto: non vanno accorciati tutti, ma solo diradati.
- Concimazione: a fine inverno (febbraio–marzo) distribuisci letame maturo o un concime organico sotto la proiezione della chioma, non attaccato al tronco, e interralo leggermente. A inizio primavera, prima della fioritura, dai un concime più ricco di azoto; d’estate serve soprattutto potassio per le olive. Come ordine di grandezza: pochi etti all’anno per una pianta giovane, fino a circa 1 kg di concime complesso per una pianta adulta in produzione, divisi in due volte; per le dosi esatte segui sempre l’etichetta. Concima con il terreno umido, o bagna subito dopo.
- Pulizia alla base: elimina i polloni che nascono ai piedi del tronco e tieni pulito dalle erbacce un cerchio di un metro intorno alle piante giovani.
I nemici del Pendolino e come difenderlo
Per ogni problema indichiamo quanto la varietà è sensibile, come riconoscerlo e cosa fare. Usa solo prodotti autorizzati e segui sempre le dosi in etichetta.
Mosca dell’olivo Resistente
Come si riconosce: piccoli fori sulle olive e polpa rovinata dalle larve; le olive cadono prima del tempo e l’olio prende acidità e difetti.
Come intervenire: da luglio appendi trappole gialle o a feromoni e controllale ogni settimana; quando le catture aumentano si interviene con prodotti autorizzati o esche, seguendo sempre l’etichetta. Raccogliere al momento giusto e portare subito le olive al frantoio limita i danni.
Occhio di pavone (cicloconio) Sensibilità media
Come si riconosce: macchie tonde scure con un alone giallastro sulla pagina superiore delle foglie, che poi ingialliscono e cadono; la pianta si spoglia e produce meno.
Come intervenire: potatura che faccia passare aria e luce nella chioma e trattamenti preventivi a base di rame in primavera e in autunno, soprattutto dopo periodi piovosi.
Rogna dell’olivo Sensibilità media
Come si riconosce: escrescenze rugose, simili a piccoli tumori, su rami e rametti; entra dalle ferite di potatura, grandine e gelate.
Come intervenire: taglia e brucia i rami colpiti, disinfetta le forbici passando da una pianta all’altra, evita di potare con tempo piovoso e tratta con rame dopo la potatura e dopo grandinate o gelate.
Cocciniglia e fumaggine Tutte le varietà
Come si riconosce: piccoli scudetti bruni attaccati ai rametti e alle foglie e, sopra, una patina nera come fuliggine (la fumaggine), che cresce sulla melata delle cocciniglie.
Come intervenire: una potatura che arieggi la chioma è il primo rimedio; nei casi più forti si interviene con olio bianco o altri prodotti autorizzati, a fine inverno o in estate quando escono le neanidi.
Tignola dell’olivo Tutte le varietà
Come si riconosce: foglie minate, fiori legati da sottili fili sericei e olive piccole che cadono in estate.
Come intervenire: di solito i nemici naturali la tengono sotto controllo; in caso di forti attacchi sui fiori si usano prodotti biologici a base di Bacillus thuringiensis.
Xylella fastidiosa Da tenere d'occhio
Come si riconosce: rami e chioma che seccano improvvisamente, come bruciati, a partire dalle parti alte.
Come intervenire: non esistono cure. Se noti disseccamenti sospetti va avvisato il Servizio Fitosanitario della Regione. Per questa varietà non ci sono dati certi sulla tolleranza.
Quando e come raccogliere le olive
Per l’olio il momento giusto è l’invaiatura, quando le olive cominciano a cambiare colore dal verde al violaceo: l’olio è più profumato e ricco di polifenoli. Raccogliendo più tardi si ottiene un po’ più olio, ma più dolce e meno conservabile. Per il Pendolino la maturazione è precoce-media, tra settembre e ottobre.
- Stendi le reti sotto la chioma e raccogli con pettini o abbacchiatori.
- Metti le olive in cassette forate, mai nei sacchi chiusi, dove fermentano.
- Portale al frantoio entro 24–48 ore: più aspettano, più l’olio perde qualità.

Cosa succede mese per mese
Date indicative per la pianura e la collina della provincia di Caserta; nelle zone interne tutto si sposta in avanti di una o due settimane.
Quando dà i primi frutti? Una piantina di 2–3 anni porta di solito le prime olive tra il terzo e il quinto anno dopo la messa a dimora; la produzione piena arriva in genere tra il 7° e il 10° anno, prima se la pianta è irrigata, concimata e potata bene.
Raccolta, frantoio e conservazione dell’olio
- Quando raccogliere: all’invaiatura, quando le olive cominciano a cambiare colore: l’olio è più profumato e ricco di polifenoli. Più tardi si ottiene un po’ più olio, ma più dolce e meno conservabile.
- Dopo la raccolta: olive in cassette forate, all’aria, e al frantoio entro 24–48 ore.
- Resa: media, intorno al 18–20%. Il valore reale cambia con l’annata, il momento della raccolta e il frantoio.
- Conservare l’olio: in bottiglie di vetro scuro o lattine d’acciaio, ben chiuse, al buio e al fresco (intorno ai 14–18 °C), lontano da fornelli e finestre. Dopo qualche settimana conviene travasarlo, lasciando sul fondo il deposito. Si consuma meglio entro 12–18 mesi.
Anche le olive da olio si possono preparare in casa (per esempio nere al sale), ma sono piccole e con poca polpa: rendono molto di più al frantoio.
Hai ulivi di Pendolino o vuoi piantarne?
Lavoriamo in tutta la provincia di Caserta.
- Messa a dimora di nuovi ulivi, con buca, concime e tutore
- Potatura annuale e di riforma
- Raccolta delle olive con reti e abbacchiatori, olive pronte in cassetta per il frantoio
- Trattamenti e altri lavori? Chiedici
Le domande più comuni
Quando si pianta l'ulivo Pendolino?
In Campania il periodo migliore è l'autunno, tra ottobre e novembre, oppure la fine dell'inverno, tra febbraio e marzo, evitando i mesi più freddi.
A che distanza si piantano gli ulivi di Pendolino?
In oliveto da 5 × 6 m a 6 × 6 m; da muri e confini conviene lasciare almeno 4–5 metri.
Il Pendolino ha bisogno di un impollinatore?
Sì, è autosterile: vanno bene ad esempio Leccino, Frantoio, Moraiolo.
Quanto olio rende il Pendolino?
La resa è media, intorno al 18–20%. Il valore reale cambia con l'annata, il periodo di raccolta e il frantoio.
Dopo quanti anni la Pendolino dà le olive?
Di solito le prime olive arrivano tra il terzo e il quinto anno dopo la messa a dimora; la produzione piena in genere tra il 7° e il 10° anno.
Quando fiorisce e quando si raccoglie la Pendolino?
Fiorisce a maggio. Raccolta per l’olio: settembre–ottobre.
Come si conserva l’olio di Pendolino?
In vetro scuro o acciaio, ben chiuso, al buio e al fresco; dopo qualche settimana va travasato per togliere il deposito. Meglio consumarlo entro 12–18 mesi.
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